PRIVATA DEL DIRITTO ALLA MATERNITA’

La signora Rossi 38 anni, ad ottobre 2015 resta incinta, 8 settimane dopo, durante un controllo ecografico, si accorgono che il bambino non si è più alimentato e va fatto raschiamento. Il giorno 21.12.2015, presso un Ospedale di Messina fanno il raschiamento. Dopo 40 gg, non arrivandole il ciclo, si rivolge alla sua ginecologa, la quale le dà un farmaco, ma a giugno 2016 ancora nulla, al che decide di rivolgersi ad un’altra ginecologa. Quest’ultima, le dice che ha una sospetta SINDROME DI HASHERMAN, una conseguenza del raschiare eccessivo durante l’aborto, la signora, nel novembre 2016 decide di contattare un’altra struttura Ospedaliera, per una procreazione assistita. Qui, le consigliano di fare un’isteroscopia operativa, per eliminare tutte le aderenze e ristabilire il ciclo mestruale. Il 1 dicembre 2016 la operano, sistemano la cavità uterina e per 21 gg le lasciano un cateterino all’interno dell’utero in modo tale che le pareti non aderiscano. Le ritorna il ciclo, ma, purtroppo, le è stato creato un danno irreversibile all’endometrio, per cui, non potrà avere figli.

Noi di Difesa del Malato, assistiamo persone come la signora Rossi e suo marito e li aiutiamo ad ottenere il risarcimento, sia in fase stragiudiziale che giudiziale, per questi malaugurati “eventi” che non possono e non devono ripetersi.

 

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