Lite tra medici in sala operatoria, muore nascitura

Ancora un presunto caso di malasanità, stavolta alla base della morte di una nascitura. Il grave episodio sarebbe accaduto a Bari, dove la lite tra due medici che si contendevano una sala operatoria della Chirurgia generale del Di Venere, rimasta per questo inutilizzata per circa un’ora e mezza, sarebbe alla base del ritardo di un parto cesareo che causò la morte di una bambina, strozzata dal cordone ombelicale. Ad indagare sull’accaduto è la Procura di Bari, che ha fatto notificare a otto indagati – medici ed infermieri – un avviso di fine indagine.

I fatti – raccontati dalla Gazzetta del Mezzogiorno – risalgono a un anno fa, quando la partoriente, Marta Brandi, 37 anni, venne portata nel blocco operatorio per il cesareo. Suo marito, Onofrio Visaggio,di 43 anni, era fuori ad attenderla. I due coniugi oggi sarebbero genitori di una bambina di un anno. Avevano preparato tutto, dalla cameretta al corredino, ma quel giorno qualcosa è andato storto.

Come racconta la Gazzetta del Mezzogiorno, la donna – giunta alla 41esima settimana di gravidanza – arrivò all’ospedale Di Venere aspettandosi un parto normalissimo. Poi la sofferenza fetale, aggravata da alcuni stimolanti somministrati in reparto, che richiese il cesareo urgente. Da qui la tragedia: la sala operatoria occupata, la diatriba tra i chirurghi, la scaletta delle operazioni programmate; un blocco operatorio di 8 sale di cui solo 2 inutilizzabili non venne utilizzato per salvare una vita, anche perché vi era un solo anestesista disponibile. Secondo gli inquirenti quell’intervento fu rinviato per il “bisticcio” tra medici per una sala operatoria.

Stando alle indagini, la sala operatoria di ostetricia era occupata per due cesarei programmati: per questo la paziente venne trasferita in Chirurgia generale. Qui sarebbe scoppiato il caso: pare che in quella sala fosse già programmato un intervento per un’appendicite, che sarà compiuto dopo tre ore. I chirurghi non vollero – secondo l’accusa – che altri operassero nel loro reparto, ma sostengono anche che nessuno disse loro che l’intervento era urgente.

La Procura di Bari oggi ha notificato un avviso a 8 medici e infermieri che causarono il ritardo dell’operazione. L’ennesimo caso di malasanità dovuto ad una questione superficiale.

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