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Dolori addominali sottovalutati |
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C.D.41 anni lavoratrice saltuaria. Sabato 6/01/2008 mi compaiono dolori alla pancia e alla schiena; mio marito mi porta al pronto soccorso, fanno gli esami del sangue e mi dicono di ritornare il lunedì successivo perchè i reparti sono pieni e sarei costretta a restare nel corridoio del pronto soccorso stesso. Il lunedì, 8 gennaio, ritorno al pronto soccorso con dolori più forti, non riesco neanche a camminare, e mi dicono che ho una calcolosi della colicisti e che sarei stata immediatamente operata.
Mi fanno esami e controlli di routine ma l’anestesista mi dice che ho problemi di coagulazione e che non sareistata più operata. Chiedo spiegazioni ma lui sparisce come anche gli infermieri. Mi dicono che è tutto a posto e che sono in lista per il turno operatorio del giorno dopo.
Sono molto impaurita e non riesco a dormire pensando all'operazione dell'indomani. Inoltre all'arrivo nella mia camera avverto un forte dolore alla pancia e al fianco destro dove mio marito nota un grosso livido, mi viene un gran freddo ed inizio a sudare fino ad essere completamente bagnata. Non ho più sensazione definite, mi misurano la pressione che arriva a 60/50 e presumibilmente inizia l’emorragia.
È veramente terribile. Vengo trasfusa ma non riesco neanche a parlare e sento che non sto bene. Con un filo di voce chiedo spiegazioni, ma i medici mi dicono che è tutto normale.
Il 17/01/2008 mi dimettono, dimagrita e provata, con ancora un grande dolore alla pancia.
Ritorno finalmente nella mia casetta, ma la situazione non migliora: il dolore è troppo forte. Chiamo il medico di famiglia che mi fa ricoverare il 19/01/2008. Subito mi fanno un’ecografia addominale urgente che sentenzia un “emoperitoneo”, cioè ho del sangue nella pancia e mi portano immediatamente in sala operatoria.
Il 24/01/2008 esco ma ancora ho i segni di quello che ho subito.
Non ho più il ciclo, ho una pancia gonfia con delle cicatrici oltre al fatto che non ho più fiducia nei medici. |