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"E' solo influenza" PDF Stampa E-mail

Aveva mal di testa e febbre, in ospedale gli dicono “ è solo influenza”, lo rimandano a casa tre volte e muore di meningite a 26 anni!!!! E’ accaduto a Napoli: Il giovane D. P. Massimo si recava il 6.3.04 al P.S. del presidio ospedaliero dell’Asl Na 3 “S.Giovanni di Dio” di Frattamaggiore riferendo di avere da un paio di settimane un forte mal di testa frontale mai avuto prima e resistente ai comuni analgesici, ma i sanitari, senza alcun accertamento, dopo aver somministrato un medicinale, forse un antidolorifico ma non si sa con certezza, lo rimandavano al domicilio dicendo che era una comune cefalea e gli prescrivevano ulteriori antidolorifici

Tuttavia, la mattina dopo, cioè il 7/3/2004, il dolore alla testa peggiorava e interveniva anche un insopportabile senso di nausea, sicchè il Sig. D. P. si recava presso il P.S. del presidio ospedaliero dell’Asl Na 1 “Loreto mare” di Napoli, ove i sanitari, sempre senza alcun accertamento, gli davano la stessa diagnosi dimettendolo subito, somministrandogli e prescrivendogli solo medicinali contro il vomito ed il dolore.

Purtroppo, ritornato a casa, al Sig. D. P. saliva la febbre a 40°, per cui alle 14,30 circa del 7.3.04 interveniva l’ambulanza della centrale operativa 118, della Regione Campania, ma i sanitari, sebbene i familiari (il paziente era ormai già incosciente, tant’è che il fratello firmò il verbale di intervento) chiedessero di trasportarlo in ospedale, si limitavano ad effettuargli una flebo e andavano via. Dopo circa tre ore la febbre era salita a 41° ed il Sig. D. P. aveva ormai le convulsioni, di talchè veniva nuovamente chiamata l’ambulanza del 118 che lo trasportava verso le ore 18,00 all’Ospedale Evangelico Villa Betania di Ponticelli ove i sanitari, effettuata una TAC al cranio, consigliavano il trasferimento al Loreto Mare, presso cui giungeva in stato saporoso alle 19,30 circa, per essere poi nuovamente trasportato verso le 20,30 all’azienda ospedaliera “D. Cotugno” di Napoli dove, nonostante la terapia farmacologia intensiva, entrava in coma e moriva alle 5,30 dell’8.3.04. Pertanto, ritenendo che il notevole ritardo diagnostico e terapeutico di oltre due giorni abbia sicuramente inciso sull’evoluzione dello stato di salute del Sig. D. P. determinandone la prematura scomparsa ed enormi sofferenze e lesioni permanenti per tutto il nucleo familiare, il fratello D. P. Rosario ha avviato una denuncia contro tutti i sanitari che hanno curato, anzi che non hanno curato il fratello.

Quindi, le disfunzioni sono state le seguenti: 1) l’Ospedale di Frattamaggiore, il 6/3/04 non ha minimamente dato peso al fatto che il giovane lamentasse dolori da oltre 15 giorni contro il quale il potentissimo Aulin nulla aveva potuto 2) la mattina del 7/03/04 benchè abbia un buon reparto di neurochirurgia, l’ospedale Loreto Mare, dove il giovane Massimo D. P. era andato sempre accompagnato dal fratello Rosario, lo ha rimandato subito a casa addirittura prescrivendogli una visita in un centro per cefalee come se loro facessero le pizze e non curassero i malati 3) il pomeriggio alle 14,30, siccome era domenica, quando la febbre era salita a 40 e i familiari hanno chiamato il 118, siccome il medico e gli infermieri premevano per andare a sentire o vedere le partite di calcio, gli fecero abbassare la febbre di qualche linea e andarono via nonostante le insistenze dei familiari 4) ma la cosa più grave, e che fa capire quanto sia disorganizzato il 118 e come dietro si muovano degli interessi che giocano con la pelle e la vita degli esseri umani, è che quando dopo tre ore la febbre era ormai salita stabilmente a 41 e venne nuovamente la stessa ambulanza del 118, pur resasi conto che il ragazzo era in condizioni disperate, invece di portarlo subito in un Ospedale in cui potevano provare a salvarlo magari ponendo la diagnosi corretta, lo portarono all’Ospedale Villa Betania che è anche una buona struttura, ma non è certo in grado di fronteggiare tali emergenze tanto è vero che da lì lo portarono al Loreto Mare dove ancora una volta se ne lavarono le mani inviandolo al Cotugno dove arrivò addirittura alle 20,30 dove è morto dopo una nottata di atroci sofferenze senza aver ricevuto un solo tentativo si salvezza.- A questo punto il Sig. D. P. Rosario ha denunciato l’accaduto al ns. numero verde 800461995 e ci si domanda:

Passi l’errore umano che purtroppo è sempre in agguato anche se rimane inaccettabile, ma è mai possibile che il 118 sia stato organizzato in maniera così idiota che per obbedire a logiche commerciali essendo intervenuta l’ambulanza a S. Giorgio a Cremano ed essendo Villa Betania la più vicina per competenza territoriale, il medico che viaggia sull’ambulanza e che si presume sia una persona competente non può modificare le regole pur sapendo che perdendo tempo per rispettare questi criteri e portando il malato in posti incapaci e non attrezzati per situazioni gravi, toglie al malato ogni chance di salvarsi? Intanto una giovanissima donna resta senza marito( e senza i mezzi) per allevare due bambini di 2 e 5 anni che non vedranno più il loro amato papà!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

 
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