Colecisti, quando l’intervento di routine diventa un calvario

La signora Angela, affetta da calcoli biliari, confidava nelle semplici cure per risolvere il suo problema. Le noie che le portavano erano diverse, certo, ed ovviamente lei, già madre di due figli, sapeva bene come gestire il dolore e minimizzare gli eventi fisiologici connessi. Un giorno, però, in accordo con il suo medico di base che l’aveva seguita durante tutto il percorso della patologia, decise di intervenire, recandosi presso un nosocomio per farsi operare alla colecisti. Scelse quindi una struttura privata dove, dopo la classica procedura preoperatoria, venne operata. Purtroppo in sala operatoria, le cose non risultarono come si prevedeva che fossero, per cui l’intervento prese una piega diversa ed alla signora venne asportata la colecisti.

La perplessità di Angela, messa al corrente dell’evento, cominciò a guadagnare terreno: nonostante non si sentisse bene, venne dimessa dalla Clinica Privata. Giunta a casa e seguito il percorso post operatorio, la povera donna notò che la febbre non calava ed inoltre il medico di famiglia che la seguiva, rilevava la bilirubina alta. Segnali che non convincevano il medico, che consigliò alla sua paziente di ricorrere alle cure di una nuova struttura sanitaria.

Angela venne quindi condotta in un ospedale romano, dove una volta fatte delle analisi più mirate si ritenne necessario procedere con una nuova operazione. Al termine dell’intervento, poi, non mancò l’ennesima sorpresa: alla donna infatti venne riferito che le vie biliari erano state tagliate e che, inoltre, il taglio impressionante che portava sull’addome, poteva essere evitato con un intervento in laparoscopia, cosa che sicuramente sarebbe stata più apprezzata.

E’ stata quindi quest’ ultima diagnosi che ha portato la signora Angela a rivalutare tutto il suo percorso medico che l’ha infine spinta all’intervento alla colecisti. Un intervento apparentemente facile, che prevede più soluzioni, e che non avrebbe dovuto impensierire la povera Angela. Dopo il classico consulto che si tiene quando le cose non vanno così come dovrebbero andare, ha dedotto che le cure a cui era stata sottoposta nella Clinica Privata erano state sbagliate. E che quindi il suo caso necessitava essere valutato.

Cosa che infine è stata fatta, concretizzando i sospetti di Angela: nonostante non vi sia stato un lieto fine dal punto di vista delle cure, grazie all’intercessione di Difesa del Malato le è stato riconosciuto un adeguato indennizzo che l’ha comunque soddisfatta.

1 opinione riguardo a “Colecisti, quando l’intervento di routine diventa un calvario

  1. Anche io da un piccolo intervento di coliciste ho dovuto subire altro intrrvento e per laparocele è per aggiustare l’enorme cicatrice lasciata dall’intervento tutto questo in strittura pubblica ospedale di chieti però non ho avuto alcun risarcimento. Ancora adesso a distanza di 5 anni e due interventi ho disturbi di laparocele praticamente non riesco a fare sforzi addominali.

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